E plastica riciclata sia!

Ultimamente la nostra percezione del “problema plastica” è cresciuta a dismisura perché la consapevolezza che ogni anno oltre 8 milioni di tonnellate raggiungono i mari di tutto il mondo ha finalmente acceso il campanello d’allarme.

Siamo invasi dalla plastica, ormai è risaputo – gli appelli ad una gestione più sostenibile di questo materiale sono giustamente all’ordine del giorno – ma se a muoversi per ridurre la fonte d’inquinamento rappresentata dai nostri comportamenti e lo spreco che ne consegue è il mondo del Consumo siamo sulla buona strada.

Questo settore, infatti, in particolare la Grande Distribuzione Organizzata, ha la capacità e di incidere lungo tutta la filiera, dai produttori ai trasportatori fino ai punti vendita e ai consumatori. Per provare a cambiare davvero le cose, sfruttando anche l’onda lunga che l’economia circolare sta creando.

Tra le insegne della GDO che per prime si sono mosse in tal senso c’è anche Coop Italia, che a luglio ha aderito alla campagna di impegni, su base volontaria, lanciata dalla Commissione Europea per aumentare l’utilizzo di materia plastica riciclata, eliminare prodotti monouso e bandire le micro-plastiche.

Coop Italia si è impegnata con l’Europa, con i propri consumatori e i con i suoi 6,8 milioni di soci a ridurre già da quest’anno 960 tonnellate all’anno di plastica vergine, per arrivare ad utilizzare, a partire dal 2025, 6.400 tonnellate annue di plastica riciclata. Entro il 2022 tutti i prodotti a marchio Coop saranno realizzati con materiali di imballaggio riciclabili o compostabili o riutilizzabili; quelli della linea Vivi Verde lo saranno entro il prossimo anno (2019).

In Coop Italia inoltre hanno ben chiaro che per vincere la sfida della salvaguardia dell’ambiente è necessario investire nell’innovazione e prevedere incentivi da parte del legislatore italiano ed europeo per valorizzare le buone pratiche, favorendo lo sviluppo di tecnologie che rendano più conveniente il riciclaggio.

Nel frattempo, da più parti arrivano impegni in direzioni analoghe. È di questi giorni l’annuncio da parte di Assobibe, l’associazione di Confindustria che riunisce le imprese italiane produttrici di bevande analcoliche, dell’impegno a usare, entro il 2025, bottiglie, tappi e etichette in plastica 100% riciclabile e con almeno il 25% di plastica riciclata nelle bottiglie in PET. Un altro punto del programma è il miglioramento della raccolta dei contenitori in plastica utilizzati, rafforzando la collaborazione con chi si occupa della raccolta dei rifiuti.

Ci sembra che, quello del mondo del consumo, sia l’atteggiamento giusto per puntare a rivolvere veramente il problema dell’inquinamento da plastica, con la consapevolezza che è necessaria la collaborazione di tutti i soggetti della filiera e, soprattutto, che bisogna risalire a monte del problema della produzione dei rifiuti, attraverso lo sviluppo tecnologico. L’eco design, ovvero la progettazione di imballaggi plastici facilmente riciclabili, è, insieme all’uso consapevole da parte dei cittadini, l’unica soluzione efficace sul lungo periodo, in un’ottica di vera economia circolare.

Votato all’unanimità il bilancio 2017

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