I RAEE, questi sconosciuti

Quasi metà degli italiani non conosce questo genere di rifiuti
I RAEE, ovvero i Rifiuti di Apparecchiature Eletriche ed Elettroniche, sono parte integrante della nostra vita quotidiana eppure quasi la metà degli italiani non ha idea di cosa siano, come emerge da una recentissima indagine realizzata da Ipsos e commissionata da Ecodom e da Cittadinanzattiva,.

Introdotti in Italia dal D.Lgs 151/2005 (a recepimento della direttiva comunitaria RoHS 2002/95/CE), rappresentano una nuova generazione di rifiuti, sempre più in crescita in tutto il mondo, ormai invaso da ogni tipo di dispositivo elettronico, utile o no che sia.
Appartengono ai RAEE tutti quei rifiuti alimentati con le pile, le batterie e le spine elettriche; possono essere molto grandi (come il frigorifero) o molto piccoli (come i cellulari, le sveglie, le lampadine a basso consumo).

Va rilevato che i  principali problemi derivanti da questo tipo di rifiuti sono la presenza di sostanze considerate tossiche per l'ambiente e la loro non biodegradabilità.
La loro crescente diffusione determina un sempre maggiore rischio di abbandono nell'ambiente o in discariche e termovalorizzatori (inceneritore) con conseguenze di inquinamento del suolo, dell'aria e dell'acqua, con ripercussioni sulla salute umana. Senza considerare che spesso al loro interno si trovano componenti facilmente riutilizzabili e materiali di grande valore commerciale.

La particolarità di questi rifiuti è che molte volte vengono scartati anche se sono ancora funzionanti, specialmente se si tratta di materiali elettronici, per i quali la tecnologia avanza a passi da gigante giorno per giorno rendendo obsoleti dei prodotti con appena qualche mese di vita!

Tuttavia, come dicevamo più sopra, il 42% degli italiani non conosce i RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), solo il 18%  li riconosce correttamente, mentre il 40% ne ha solo un’idea approssimativa e ancora pochi conoscono la normativa che ne regola il corretto conferimento.

Tutto il settore del conferimento e riciclo dei RAEE è normato dal decreto “uno contro uno“, che da giugno 2010 obbliga i venditori di prodotti elettrici ed elettronici al ritiro gratuito dell’apparecchiatura dismessa a fronte dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente, e dal nuovo decreto “uno contro zero“, che da aprile 2016 prevede la consegna gratuita dei RAEE di piccole dimensioni, inferiori a 25 cm, presso i punti vendita con superfici superiori a 400 mq (il servizio è facoltativo per i negozi più piccoli) senza alcun obbligo di acquisto.

Ma mentre la conoscenza del “vecchio” decreto uno contro uno mostra un sensibile incremento rispetto al 2011 (+13%), la notorietà del decreto uno contro zero è ancora contenuta (18%), probabilmente anche a causa della sua recente introduzione. La popolazione delle Isole risulta essere la più informata sul decreto (23%).

Nonostante questa scarsa conoscenza, fortunatamente, prevalgono tra gli italiani i comportamenti virtuosi per lo smaltimento del RAEE, nel 60% dei casi avviene, infatti, tramite il ricorso alle società di igiene urbana e nel 9% dei casi tramite i negozianti.

Sugli scarsi risultati di raccolta, rispetto all’indagine 2011, i cittadini riconoscono di avere le principali responsabilità (35%), seguono le amministrazioni pubbliche (30%), il canale distributivo (13%) e i produttori di RAEE (11%).

Presentazione dei risultati della ricerca (di Nando Pagnoncelli)
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