Economia circolare e amore

Abbiamo rispolverato un libro di qualche anno fa scritto da Antonio Galdo "L'egoismo è finito. La nuova civiltà dello stare insieme". Ebbene è un volume sull'amore in senso lato che però parla di economia circolare dove la crisi ha modificato relazioni, senso di comunità, attività.

Si parte da una frase di Aristotele: "Non si può essere felici da soli" che dovrebbe trovarci tutti d'accordo e invece per molto tempo l'individualismo ha avuto la meglio anche sullo stare insieme dato da una comunità.  

Nell'introduzione del libro si legge che per molto tempo "tutto è ruotato attorno all’io, escludendo il noi, e l’egoismo è diventato la principale  leva dei nostri comportamenti, individuali e collettivi. Ma l’egoismo, per quanto radicato nei cromosomi dell’uomo, non può funzionare come bussola di una civiltà. La Grande Crisi, impietoso detonatore di un cambio d’epoca, marca la fine di un paradigma, di un pensiero unico, e ci spinge alla ricerca di nuovi fondamentali, non solo economici. In questo senso l’egoismo è finito, ha concluso cioè il suo lungo ciclo di illusionismo e mostra tutta la sua incompiutezza. Il benessere costruito attorno al moltiplicarsi di pulsioni individuali non garantisce stabilità; la ricchezza, intesa come pura accumulazione, allarga le distanze piuttosto che ridurle come la globalizzazione ci aveva promesso. Piú  soli, piú fragili, piú lontani: ecco il buio del tunnel dove  siamo finiti. L’egoismo ha molti sinonimi:
individualismo, egocentrismo, narcisismo, solipsismo. Ma in fondo li comprende tutti in uno stesso vocabolo che esprime la nostra solitudine, un senso di smarrimento e d’inquietudine. E la cosa piú difficile di un cambiamento cosí radicale sta nel fatto che non possiamo delegarlo ad altri, e tocca a noi trovare le strade che portano fuori dal labirinto della soggettività sfrenata, di una falsa ideologia che ha sostituito, come un surrogato, il tramonto delle ideologie del Novecento".

Il cambio di paradigma è già avviato e nel libro vengono raccontate storie di persone altruiste, di città pensate per condividere i luoghi, i trasporti e gli spazi. Concezioni nuove dell'abitare, attraverso le frontiere del cohousing o dell'housing sociale. Una nuova condivisione verde, dagli orti urbani agli orti verticali. Il fascino efficace del baratto, contro il piacere individuale del possesso. La condivisione delle idee, attraverso le tecnologie della Rete. Una nuova concezione del lavoro e dei luoghi in cui svolgerlo, attraverso il coworking.

In quest'ottica si parla di quello che comunemente è noto come economia circolare che è un’economia di recupero in cui il leitmotiv non è quello di fare di più con meno quanto piuttosto di fare meglio e di più con quello che abbiamo. E, se vogliamo, un'economia che punta alla ricerca dello stare insieme, della condivisione che superi l'individualismo di ciascuno.
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