Il nuovo Codice degli appalti

Il nuovo Codice degli appalti pubblici, entrato in vigore il 19 aprile 2016, offre una nuova prospettiva anche nell'ottica del superamento di alcune criticità quali il criterio del massimo ribasso ma bisogna seguire i tanti provvedimenti attuativi che devono ancora essere emanati.

Fra gli aspetti positivi del nuovo Codice c'è la qualificazione con la responsabilizzazione anche della parte pubblica, una novità rispetto al passato a cui si affianca il concetto della qualità nell'offerta delle forniture dei servizi e dei prodotti.

Ma è opportuno che vi sia una declinazione attenta e puntuale di quelle formule matematiche inserite nel Codice che possono nascondere insidie preoccupanti e riportarci al massimo ribasso anzichè favorire il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.

Ora siamo in una fase transitoria ma il nuovo panorama normativo potrebbe rivelarci delle interessanti prospettive. Il nuovo sistema normativo dedicato agli appalti pubblici ed alle concessioni dovrà confrontarsi anche con un'altra importantissima novità, di grande rilevanza per il futuro dei servizi pubblici locali e dei servizi sociali e socio sanitari: il decreto attuativo della legge n. 124/2015 (meglio nota come "legge Madia") relativo alla disciplina dei servizi pubblici locali di interesse economico generale, di imminente approvazione.

Per quanto attiene, invece, alle novità della riforma nei lavori pubblici, si rileva come gli specifici elementi introdotti nel settore, quali il forte ridimensionamento dell’appalto integrato, le norme restrittive sull’utilizzo del subappalto e del massimo ribasso, la revisione del sistema di qualificazione con l’introduzione del rating d’impresa, produrranno cambiamenti con cui le imprese dovranno rapidamente confrontarsi per continuare a operare con successo in un mercato sempre più complesso.
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