Jobs Act ed equità delle gare

La riforma del Jobs Act rappresenta un'innovazione necessaria al Paese ma vi sono alcuni aspetti che, se non approfonditi, potrebbero creare un rischio di distorsione del mercato, pensiamo, ad esempio, alla gestione delle gare d'appalto.

L'argomento è stato trattato di recente dal presidente di Idealservice, Enzo Gasparutti, intervenuto al seminario di approfondimento, in qualità di presidente di Legacoop FVG, sulle novità previste dalla riforma del mercato del lavoro, organizzato da Legacoop FVG e Legacoop Servizi Distretto Nord Est.

Gasparutti ha posto, nello specifico, un quesito in merito all'ipotesi che vi sia disparità di trattamento, in termini di riduzione del costo del lavoro, fra l'impresa uscente ed il nuovo appaltatore. Come dire che, se la ditta nuova che partecipa alla gara ha diritto ad esenzioni fiscali sui nuovi assunti mentre il gestore della gara non ha titolo per beneficiare di esoneri contributivi, in caso di gare con offerta economica più vantaggiosa, questo meccanismo potrebbe impedire, infatti, all'impresa uscente di essere concorrenziale e dunque di vincere l'appalto.

E allora pensiamo ai lavoratori che da un appalto ad un altro, qualora la riassunzione avvenisse nella stessa azienda, potrebbe trovarsi con un nuovo contratto a tutele crescenti, senza più il diritto al reintegro in caso di licenziamento ingiustificato.

Il rischio è che al cambio di appalto, invece di conservare la propria professionalità e la propria anzianità, i lavoratori potrebbero essere considerati dei neo assunti senza più le tutele precedenti. Una riforma da "riformare"?
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